La luce è la fonte della vita, prima per le piante e da queste a tutti gli esseri viventi; fonte primaria della luce è il sole e non dobbiamo dimenticarcene, per due semplici motivi: è la migliore e non costa.
Nelle colture protette si sono tuttavia create situazioni dove la luce solare deve essere integrata da luce artificiale e altre dove è solo la luce artificiale a produrre fotosintesi e quindi la crescita dei vegetali.
In queste colture lo spettro riveste una notevole importanza, non solo per la crescita ma anche e soprattutto, per i costi energetici che la luce artificiale comporta.
Il concetto di sostenibilità economica, che sta’ alla base di ogni attività, è di fondamentale importanza nelle coltivazioni che impiegano luce artificiale, le fallimentari esperienze di colture in ambienti totalmente privi di luce naturale, dell’ultimo decennio, lo hanno ampiamente dimostrato.
L’impiego dei LED, la cui efficienza è notevolmente aumentata negli ultimi anni, unitamente alla possibilità di ricreare qualsiasi spettro, permette comunque, sia in serra che in ambienti chiusi, di effettuare molte coltivazioni in modo economicamente sostenibile.
SCELTA DELLO SPETTRO NELLA LAMPADE LED PER COLTIVAZIONE
Fermo restando quanto già esposto, in tema di efficienza di apparecchi LED per orticoltura e floricoltura (forma, temperatura, materiali, collocazione) la scelta dello spettro costituisce un altro elemento utile a migliorare il rapporto crescita/consumi energetici. In primo luogo tutti gli spettri che noi proponiamo contengono tutte le frequenze utili alla fotosintesi e questo comporta anche un ambiente più naturale dove tutti i colori sono percepibili dagli operatori, in sintesi meno stress per le piante e per i lavoratori. Considerando tuttavia che le clorofille sono più scindibili alla luce blu e rossa ed i LED di quest’ultimo colore sono i più efficienti gli spettri ottimali cono costituiti da una base bianc con le frequenze blu ed in particolare rossa più accentuate.
La proporzione fra queste componenti, che identificano un determinato spettro, viene stabilita in funzione della coltivazione; dell’ambiente e, nel caso delle serre, dalla latitudine.
Per ogni situazione eiste quindi uno spettro ottimale e la scelta andrebbe sempre affidata ad un esperto evitando comunque, come spesso si vede, di estremizzare.
Tanto per intenderci il blu non dovrebbe essere meno del 5% o più del 25%; il giallo verde non meno del 10% e non più del 40%, il rosso non meno del 40% e non più dell’85%.
Sconsigliate poi altre tonalità sotto i 430 nm o sopra i 680 nm; costano, consumano e servono a poco o nulla.



